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Idromele PIC DU VOL - Distilleria Saint Roch - Valle d'Aosta

Scheda Prodotto



Prima ancora del vino e della birra....esisteva già l'idromele.


L'idromele ha origini antichissime. Prima ancora della birra e del vino, nell'antichità si produceva questo fermentato a base di miele e acqua, una bevanda molto gustosa che ottenne grande successo tra diverse popolazioni in epoche diverse.

La sua capillare diffusione era legata alla semplicità con cui veniva prodotto, bastava infatti sottrarre del miele dagli alveari selvatici ed aggiungerlo all'acqua. La fermentazione dei lieviti, presenti naturalmente nel miele, faceva il resto. E proprio dagli ingredienti di base deriva il suo nome (in greco antico "hýdor" significava acqua e "méli " miele).



Dell'idromele e dei suoi svariati usi ne troviamo traccia ovunque nella storia dell'uomo. Già gli egizi lo utilizzavano durante la sepoltura dei faraoni ponendolo in vasi accanto al sarcofago, servivano ad accompagnare il defunto (insieme ad altre cibarie) durante il lungo viaggio nell'Aldilà.

In Sudamerica, i sacerdoti dei Maya facevano uso di questa bevanda, chiamata Balche, aromatizzandola con infusioni di cortecce e radici indigene affinchè inducesse un'effetto euforizzante (per via all'alcool contenuto) indispensabile ai loro vaticini.

Anche nell'area MedioOrientale si faceva uso di una bevanda a base di acqua e miele citata nelle Sacre Scritture.


In Grecia, si dice che Aristotele ed Ippocrate durante lo studio della vita sociale delle api abbiano introdotto il consumo del miele misto ad acqua, attribuendogli potere curativo e terapeutico. L'idromele ebbe una certa diffusione anche trai i Romani, in particolare durante i baccanali ed i banchetti conviviali, i romani d'altronde erano grandi consumatori ed estimatori del miele, ampiamente utilizzato sia come dolcificante che correttore del vino (avendo proprietà conservative).

Ma la sua maggiore diffusione la raggiunse nelle zone fredde del Nord Europa, soprattutto per motivi geo-climatici che non consentivano la coltivazione della vite. L'idromele fu il sostituto del vino là dove il clima e il terreno non adatto (o la scarsa conoscenza delle tecniche vinicole) impedivano la produzione di vino.

Anche nel Medioevo l'idromele fu un succedaneo del vino in quanto continue le guerre, saccheggi e carestie portarono alla scomparsa di interi vigneti in alcune zone europee.


Per secoli, nelle regioni scandinave, britanniche e galliche, l'idromele oltre ad essere la principale bevande alcolica, fu ritenuta anche sacra. Per i Vichinghi l'idromele era la bevanda preferita da Odino (re dei loro dei e del Valhalla) e usavano porre vasi di idromele nei tumuli mortuari dei loro capi.

I Celti lo denominarono "bevanda degli dei". I loro sacerdoti, i Druidi, ne facevano largo uso per andare in "trance" (in pratica in stato d'ebbrezza) durante le feste pagane dei solstizi e in ogni altra ricorrenza (matrimoni e funerali) credendo che avesse funzioni propiziatorie.

Con il tempo la sua valenza religiosa si affievolì, così pure il consumo, a favore di una maggior diffusione del vino.


Un'ultima curiosità sull'idromele: dai tempi dell'antica Roma fino al termine del Medioevo era consuetudine donare alla sposa una quantità tale di idromele da soddisfarne l'uso per circa un mese, ovvero una "luna", dal giorno dello sposalizio. Questo perchè il suo consumo era considerato di buon auspicio per la fertilità della sposa e propizio per la nascita di un'erede maschio, nonchè di buon augurio per l'abbondanza in famiglia. Da qui sembra derivare il termine, ancora oggi in voga, di "Luna di Miele".

 


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Idromele valdostano PIC DU VOL

Rivisitare in chiave moderna questa bevanda antichissima (che ha allietato l'uomo nel corso dei millenni tramandandosi da una civiltà all'altra proprio per la naturalità degli ingredienti) è stato l'obiettivo della Distilleria Saint Roch che ha sede a Quart in Valle d'Aosta.

Il percorso di ricerca, studio e sperimentazione intrapreso da questa distilleria ha portato alla creazione dell'idromele PIC DU VOL
, una bevanda prodotta con miele valdostano e acqua di fonti alpine, nel pieno rispetto delle tradizioni locali che si perpetuano da centinaia di anni.

Particolare attenzione è posta alla qualità del miele locale utilizzato (attentamente selezionato) nonchè alla purezza dell'acqua di sorgente con cui viene lavorato il miele. L'idromele PIC DU VOL è prodotto in filiera completa, totalmente valdostana.







A tavola con l'idromele PIC DU VOL

L'idromele oltre all'uso tradizionale e rituale nelle rievocazioni delle feste celtiche e medioevali, viene molto apprezzato dagli appassionati di cucina tradizionale valdostana, europea e "Haute Cuisine".

L'idromele Pic Du Vol fermo è ideale se abbinato a formaggi erborinati e stagionati, mentre la versione frizzante si presta ad accompagnare aperitivi, essendo ricca dei classici profumi secondari dati dagli lieviti. La sua complessità olfattiva comprende infatti profumi di pan brioche e mollica di pane.

Gli accostamenti culinari sono molteplici. L'idromele stupisce piacevolmente se abbinato ad arrosti di carni rosse, selvaggina (per esempio
l'anatra laccata all'idromele o la nota carbonada valdostana) o alle carni di maiale (assolutamente da gustare con il Lardo d'Arnad dop su crostini di pane di segale). Intrigante anche l'abbinamento con le tartare di carne rossa.

Così pure esalta gentilmente il gusto delle castagne valdostane arrostite (o cucinate con burro d'alpeggio e caramellate con miele). Ottimo se affiancato ai dessert, di cui ne sottolinea le noti dolci e rotonde.

L'idromele è una bevanda eclettica, capace di accompagnare, nella versione ferma, i pranzi e le cene con i piatti sostanziosi della cucina tradizionale e, nella versione frizzante, i
brunch veloci o i dopocena conviviali tra amici, magari allietati da buon cioccolato amaro.





Caratteristiche organolettiche:
l'idromele Pic Du Vol viene prodotto in due versioni, una ferma e l'altra frizzante (rifermentata in bottiglia).

Il colore di entrambe le versioni è giallo paglierino intenso. Al naso, l'aroma contiene note di prugnolo selvatico, uva fragola e miele intenso.

Nella versione rifermentata (spumantizzata) il perlage è poco pronunciato, con un ingresso dolce in bocca ed un delicato aroma. La versione ferma è invece più intensa nei profumi e nei sapori.

L'idromele Pic Du Vol ha una gradazione alcolica intorno ai 13%.




Temperatura di servizio:


l'idromele Pic Du Vol va servito doverosamente a bassa temperatura, circa 10°, affinchè si sprigioni la sua freschezza e si esaltino gli aromi floreali e le note fruttate equilibrate che lo caratterizzano.



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Idromele PIC DU VOL fermo
Gradazione alcolica 13%
Capacità bottigla cl.50
Prezzo euro 11,95



Idromele PIC DU VOL frizzante
Gradazione alcolica 13%
Capacità bottiglia cl.75
Prezzo euro 14,90

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